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La filosofia virtuale di Parmenide, Zenone e Melisso Uno sguardo alle prossime Lezioni Eleatiche The Virtual Philosophy of Parmenides, Zeno, and Melissus A Glance to the Upcoming Eleatic Lectures

Livio Rossetti

Autor
Livio Rossetti
Revista
Revista Archai
Ano
2017
DOI
10.14195/1984-249X_21_10
Páginas
297
Idioma
pt
2017Livio Rossetti. La filosofia virtuale di Parmenide, Zenone e Melisso Uno sguardo alle prossime Lezioni Eleatiche The Virtual Philosophy of Parmenides, Zeno, and Melissus A Glance to the Upcoming Eleatic Lectures. Revista Archai, p. 297, 2017.1

Perché ‘filosofia virtuale’? Perché con ogni verosimiglianza né Parmenide né Zenone o Melisso ebbero la più vaga idea di ciò che in epoche successive cominciò ad essere chiamato ‘filosofia’, e perciò non ebbero nemmeno la possibilità di delineare una loro filosofia. Così essi possono essere stati, al massimo, dei filosofi inconsapevoli e involontari, dunque meramente virtuali. Inoltre c’è abbondanza di indizi per pensare che, una volta stabilite le fondamenta della sua dottrina dell’essere, Parmenide omise di sviluppare una compiuta teoria basata su di esse, mentre fu capace di offrire una serie di dottrine su cielo, terra e organismi viventi. Ora, se così stanno le cose, in cosa dovrebbe consistere la sua filosofia virtuale?  Nemmeno Zenone pervenne a delineare una sua filosofia virtuale, mentre Melisso sì.