Voltar para Artigos
Artigos

La nuova teologia politica di Johann Baptist Metz: Cenni storici-biografici e il compito della nuova teologia politica

Paulo Henrique de Oliveira Rocha

Autor
Paulo Henrique de Oliveira Rocha
Revista
Perspectivas
Edição
11 / 1
Ano
2026
DOI
10.20873/rpv11n1-56
Páginas
81-117
Idioma
pt
2026Paulo Henrique de Oliveira Rocha. La nuova teologia politica di Johann Baptist Metz: Cenni storici-biografici e il compito della nuova teologia politica. Perspectivas, v. 11, n. 1, p. 81-117, 2026.4

Questo studio esplora lo sviluppo e i fondamenti della Nuova Teologia Politica di Johann Baptist Metz, concepita come una “sintesi vitale” che intreccia biografia e riflessione teorica. Il punto di partenza è la drammatica esperienza di Metz durante la Seconda Guerra Mondiale, culminata nel “grido soffocato” davanti ai compagni morti, che segna la sua conversio ad passionem. Questa conversione pone al centro della teologia il problema della teodicea: la domanda su Dio dinanzi alla storia della sofferenza umana. I pilastri della proposta di Metz includono: 1) Deprivatizzazione della teologia - Metz critica la riduzione della fede a una sfera puramente intima e privata, sostenendo che il messaggio cristiano sia un annuncio pubblico di salvezza con una precisa responsabilità sociale e politica. 2) L'ultimatum di Auschwitz: L'Olocausto rappresenta per Metz uno spartiacque teologico (“dopo Auschwitz”) che impone il superamento di categorie metafisiche troppo astratte per abbracciare una "mistica degli occhi aperti" sensibile al dolore dell'altro. 3) Memoria Passionis e Narrazione: La teologia politica viene definita attraverso la categoria della “memoria pericolosa” della passione di Cristo, che si esprime non solo nel dogma ma soprattutto attraverso la narrazione. Il narrare è visto come un atto performativo capace di preservare la soggettività e resistere all'oggettivismo scolastico. 4) Ecclesiologia e Dialogo: Influenzato dal Concilio Vaticano II, Metz propone una Chiesa intesa come “istituzione di secondo ordine” al servizio del mondo, capace di dialogare con la modernità, le scienze e le altre religioni (in particolare l'ebraismo), mantenendo però una “riserva escatologica” critica verso ogni totalitarismo. In sintesi, la teologia di Metz si configura come un discorso critico-liberante che, rifiutando l'apatia, mette l'uomo e la sua sofferenza al primo posto, trasformando l'amore in un impegno incondizionato per la giustizia, la libertà e la pace.